I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

martedì, marzo 19, 2013 @ 04:03 PM
posted by Massimiliano Pirroni

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 

 

I Disturbi dell’Alimentazione (DCA) definiti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP), possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico.

Secondo l’ultima versione del DSM IV TR, che è il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, i DCA comprendono:

 

1) l’Anoressia Nervosa (AN)

2) la Bulimia Nervosa (BN)

3) il Disturbo dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificato (NAS), in inglese Eating Disorder Not Otherwise Specified (EDNOS), che  raggruppa i disturbi alimentari che non rientrano nelle definizioni precedenti, ma che sono comunque clinicamente significativi; tra questi il Binge Eating Disorder (BED).

 

1) Anoressia Nervosa

 

Per fare diagnosi di Anoressia Nervosa (AN) il DSM IV TR richiede che siano presenti tutti e 4 i seguenti criteri diagnostici:

 

A. Rifiuto di mantenere il peso corporeo ai di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura (perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto).

 

B. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso.

 

C. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità dell’ attuale condizione di sottopeso.

 

D. Amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

 

L’anoressia viene ulteriormente suddivisa in due sottotipi:

 

- Anoressia Nervosa con Restrizioni: si digiuna per mantenere il peso al di sotto della soglia minima;

- Anoressia Nervosa con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: si alternano al digiuno delle abbuffate incontrollate e si compensa l’eccessiva ingestione di cibo attraverso il vomito autoindotto, l’assunzione di lassativi e/o diuretici, o il ricorso a una frenetica attività fisica.

 

 

 

 

2) Bulimia Nervosa (BN)

 

Per fare diagnosi di Bulimia Nervosa (BN), il DSM IV TR richiede che siano presenti tutti e 5 i seguenti criteri diagnostici:

 

A. Ricorrenti abbuffate. Un’abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti elementi:
1) mangiare in un definito periodo di tempo (ad es, un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbero nello stesso tempo ed in circostanze simili;

2) Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es., sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

 

B. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, di diuretici, di enteroclismi o di altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.

 

C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.

 

D. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

 

E. L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa (AN).
La Bulimia viene ulteriormente suddivisa in due sottotipi:

 

- Bulimia Nervosa con Condotte di Eliminazione: il soggetto presenta  regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato dì lassativi, di diuretici o di enteroclismi.

- Bulimia Nervosa senza Condotte di Eliminazione: il soggetto presenta altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito auto-indotto o all’uso inappropriato di lassativi, di diuretici o di enteroclismi.

 

 

3) Disturbo dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificato (NAS)

 

I Disturbi Alimentari Atipici sono caratterizzati dalla presenza di forti anomalie nel comportamento alimentare, ma non rientrano nella classificazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Questa categoria comprende:

 

Patologie simili all’anoressia o alla bulimia, che vengono definite anche sindromi parziali o disturbi sotto soglia, perché mancano di uno o più criteri fondamentali richiesti per la diagnosi;

 

Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) che si manifesta con ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate tipiche della Bulimia Nervosa (BN).

Per il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI), o in inglese Binge Eating Disorder (BED), nell’appendice B del DSM IV TR sono stati proposti i seguenti criteri:

 

A. Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi:

1) mangiare, in un periodo definito di tempo (per es., entro un periodo di 2 ore), un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili;

2) sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l’episodio (per es., la sensazione di non riuscire a fermarsi, oppure a controllare che cosa e quanto si sta mangiando).

 

B. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi:

1) mangiare molto più rapidamente del normale

2) mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni

3) mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati

4) mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando

5) sentirsi disgustato verso sé stesso, depresso, o molto in colpa dopo le abbuffate.

 

C. E’ presente marcato disagio a riguardo del mangiare incontrollato.

 

D. Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi.

 

E. L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati (per es., uso di purganti, digiuno, eccessivo esercizio fisico), e non si verifica esclusivamente in corso di Anoressia Nervosa o di Bulimia Nervosa.

 

Esiste inoltre una serie di patologie atipiche, ancora non completamente definite e delineate, tra le quali rientrano:

 

Sindrome dei mangiatori notturni (NES – Night Eating Syndrome)

Questo Disturbo presenta le stesse caratteristiche della sindrome da alimentazione incontrollata, con l’unica differenza che le abbuffate avvengono di notte. Nei soggetti affetti da questa sindrome si riscontra di solito un’ inversione del ritmo ormonale giorno-notte (melatonina che influisce sul sonno e leptina che influisce sull’appetito). In sostanza, chi soffre di NES non sarebbe altro che un soggetto affetto da Binge Eating Disorder con ritmo giorno-notte invertito.

 

La sindrome “mastica e sputa” (chewing and spitting): i soggetti che presentano questo disturbo passano parte del loro tempo a masticare grandi quantità di cibo che poi non viene deglutito.

 

Il disturbo da dieta cronica (dieting): caratterizzato da un controllo esasperato del peso, da una costante attenzione alla dieta e da sentimenti di angoscia ogni volta che questo varia.   Le persone che controllano in questo modo il loro peso svolgono apparentemente una vita normale, ma le esigenze della dieta sono estremamente condizionanti, per cui può risultare problematico anche solo uscire a cena con gli amici;

 

L’ortoressia (dal greco orthos -corretto- e orexis -appetito-): è una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche. Si sceglie di alimentarsi solo con cibi che si considerano salutari o dai quali si possono trarre reali o presunti benefici. Può essere dovuta alla paura, a volte maniacale, di ingrassare o di non essere in perfetta salute;

 

 

La Bigoressia(conosciuta anche come vigoressia, dismorfia muscolare, anoressia inversa, complesso di Adone) è un disturbo del comportamento alimentare, che trova una sempre maggiore diffusione.

Questo disturbo interessa soprattutto gli uomini, ed è molto diffuso tra coloro che praticano body building. Si manifesta con un attenzione ossessiva per la forma fisica e lo sviluppo dei muscoli;

 

L’anginofobia: si ha paura di deglutire e rimanere soffocati. Spesso, non viene diagnosticata sino ai 12/13 anni d’età. I soggetti che ne sono afflitti vivono un dramma quotidiano, in particolare, al momento dei pasti. Il malato vede nel cibo un nemico e soffre regolarmente di attacchi di panico.

 

 

 

Al di là dei criteri diagnostici descritti, la psicopatologia specifica e centrale dei DCA è l’eccessiva importanza attribuita all’alimentazione, al peso, alle forme corporee e al loro controllo nella valutazione di sè.

Infatti, mentre la maggior parte delle persone si valuta sulla base delle prestazioni che percepisce di eseguire in vari domini della sua vita, quelle con disturbi dell’alimentazione giudicano il loro valore largamente, e in alcuni casi esclusivamente, in termini di alimentazione, peso, forma del corpo e loro controllo.

Le persone con disturbi dell’alimentazione presentano un’estrema preoccupazione per il peso, si pesano frequentemente e di conseguenza sono preoccupate per le minime variazioni di peso; altre invece evitano totalmente di pesarsi e mantengono la paura nei confronti del peso.

Un’altra espressione è la preoccupazione per la forma del corpo che spiega i continui comportamenti di controllo del corpo, come ad esempio scrutinare parti del corpo allo specchio, prendere in mano le pieghe del grasso, misurare parti del corpo, confrontare il proprio corpo con quello di altre persone.

A volte la psicopatologia specifica si manifesta con un vero disprezzo nei confronti del proprio corpo che si esprime attraverso l’evitare di guardare il proprio corpo o di esporre parti del corpo alla vista degli altri.
Altre espressioni della psicopatologia specifica sono il sentirsi grasso, gonfio e pieno, la continua ricerca della magrezza e la paura di ingrassare che non si mitiga con la perdita di peso.

La psicopatologia specifica spiega anche i comportamenti finalizzati a modificare il bilancio energetico adottati dalle persone con disturbi dell’alimentazione come, ad esempio, le regole dietetiche estreme e rigide, l’attività fisica eccessiva e compulsiva, il vomito auto-indotto e l’uso improprio di lassativi e diuretici. Il successo nel seguire le regole dietetiche estreme e rigide produce una situazione di restrizione dietetica calorica e di sottopeso che si associa alla comparsa di caratteristici sintomi da denutrizione. Spesso, però, le regole dietetiche, proprio perché sono estreme e rigide, vengono rotte e si verificano gli episodi bulimici che, anche se sono seguiti da comportamenti di compenso, ad esempio il vomito auto-indotto, mantengono una situazione di bilancio energetico in pareggio. Questa situazione, chiamata restrizione dietetica cognitiva, ma non calorica, è tipica delle persone con disturbi dell’alimentazione non sottopeso.

 

Come si sviluppano e si mantengono i DCA

 

Nella comunità scientifica, si è sviluppato un vasto consenso nel considerare i disturbi dell’alimentazione condizioni che originano dall’interazione multipla e complessa di fattori di rischio individuali, familiari e socioculturali. Si ritiene  che esistono fattori di rischio specifici per i disturbi dell’alimentazione che sono presenti solo nei disturbi dell’alimentazione e  fattori di rischio generici presenti anche in altri disturbi psichiatrici.

I fattori di rischio individuali per i DCA sono il genere (femminile), l’età (adolescenza e prima giovinezza), essere stati in sovrappeso nell’infanzia e avere fatto diete dimagranti.

Fattori individuali sono anche alcune caratteristiche psicologiche, come i tratti ossessivi di personalità, la bassa autostima nucleare e il perfezionismo patologico; il rifiuto del corpo adulto e della sessualità; la cattiva relazione con l’adulto di riferimento; la distorsione dell’immagine corporea e un cattivo rapporto con il cibo, appreso fin dall’infanzia.

Un altro fattore di rischio sembrerebbe essere un clima familiare in cui esiste una particolare attenzione per la cura dell’aspetto fisico e dell’alimentazione. Inoltre è stata rilevata una relazione significativa tra l’insoddisfazione del proprio aspetto fisico di uno dei due genitori e la presenza di un atteggiamento analogo nelle figlie femmine. Dagli studi effettuati, si evidenzia inoltre, la presenza di atteggiamenti ipercritici e ossessivi nelle famiglie di ragazze anoressiche.

Sulle caratteristiche individuali e familiari intervengono, poi, i valori socioculturali tipici del mondo occidentale, come la competitività, la richiesta di prestazioni straordinarie e l’esaltazione della magrezza.

 

Per quanto riguarda i fattori scatenanti o precipitanti si è visto che l’esperienza di una dieta dimagrante, nei soggetti predisposti, rappresenta un fattore scatenante di grande importanza.

Gli altri eventi chiamati in gioco non risultano molto diversi da quelli riportati per l’inizio di altre malattie psichiatriche e questo dato mette in risalto l’importanza dei fattori predisponenti per la comparsa del sintomo alimentare. Nella maggior parte dei casi gli eventi stressanti sono rappresentati da: separazioni e lutti, alterazioni dell’equilibrio familiare, esperienze sessuali, una malattia fisica acuta o un trauma accidentale.

 

 

Complicanze mediche e psichiche legate al disturbo

 

Facendo riferimento all’anoressia nervosa, alcune delle conseguenze determinate dal protrarsi della malattia sono la  perdita del senso naturale di fame e sazietà, fragilità ossea, insufficienza renale; aritmie cardiache; ipotensione e stati di debolezza; disturbi del sonno; mancanza di zinco e perdita di sali, carie dentaria, cefalea, aumento della predisposizione alle infezioni dovuto alla diminuzione dei leucociti nel sangue, ipoglicemia, dolori addominali e rallentato funzionamento di tutti gli organi legati alla digestione, disturbi della crescita, perdita di capelli, crescita di una peluria diffusa, atrofia del seno e dei testicoli, diminuzione del desiderio sessuale o impotenza nei pazienti di sesso maschile sterilità, astenia, morte improvvisa.

Insorgono, inoltre, problemi di natura psichica quali ansia, depressione, sbalzi di umore, irritabilità, inquietudine, disturbi della concentrazione, perdita di interessi e tendenza all’isolamento.

Per quanto riguarda  la bulimia nervosa alcune delle conseguenze  legate alla malattia sono:

gonfiore alle ghiandole salivari e corrosione dei denti; abrasione del dorso delle mani causato dal tentativo di indurre il vomito; possibili irregolarità del ciclo mestruale; lesioni e infiammazioni dell’esofago;dolori di stomaco; crampi muscolari; aritmie cardiache; compromissione della funzionalità renale; costipazione e flatulenza; vertigini e disturbi della circolazione; diminuzione dell’attività sessuale; mal di gola.

Tra i problemi  di natura psichica rientrano invece: depressione, alterazioni dell’umore, stati di ansia o di stress, irritabilità, inquietudine, disturbi della concentrazione, sensi di colpa e vergogna.

 

 

 

 

 

Cura

Il trattamento dell’anoressia nervosa, di solito non porta dei risultati in tempi brevi, e una buona prognosi è determinata  dalla tempestività con cui vengono effettuati la diagnosi e il trattamento. Inoltre, se il soggetto è motivato a farsi curare, le probabilità di guarigione aumentano notevolmente.

La terapia può essere condotta a livello ambulatoriale se la malattia è a uno stadio iniziale, poiché, in questi casi, la perdita di peso non è tale da creare complicazioni mediche ed è preferibile non allontanare il paziente dal suo ambiente familiare. Quando invece il calo di peso è tale da mettere a rischio la vita stessa del malato è preferibile ricorrere al ricovero in ospedale o, nel caso di degenze prolungate, in cliniche specializzate. Il trattamento dovrebbe essere effettuato da un’équipe multidisciplinare, composta da medici, nutrizionisti, psicologi e psicoterapeuti.

Gli interventi effettuati per curare l’anoressia sono di tipologia diversa:

  • psicoterapia: essa può prevedere varie forme di terapia individuale, familiare e di gruppo;
  • terapia farmacologica: l’uso degli psicofarmaci può rivelarsi utile per curare gli stati di depressione, ansia e fobia;
  • terapia nutrizionale: un nutrizionista ha il compito di rieducare il paziente a uno stile di alimentazione corretto;
  • gruppi di auto-aiuto: sono d’aiuto al malato per portarlo ad avere consapevolezza di sé e a riconoscere il proprio disturbo;
  • colloqui con i genitori e i familiari per aiutarli a conoscere la malattia e sostenerli durante il percorso di cura del soggetto anoressico.

Per quanto riguarda la Bulimia Nervosa e gli altri Disturbi del Comportamento Alimentare gli interventi sono gli stessi previsti per l’anoressia nervosa.

 

 

 

Dott.ssa Silvia Lodovica Pusceddu

Psicologa-psicoterapeuta

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